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Il nome del fiume che scorreva nel cuore di Danisinni è legato alla presenza di papiri rigogliosi che lo rendevano simile al Nilo. Per questa ragione, secondo le leggende popolari, la sua acqua arrivava direttamente dal fiume africano che scorreva sotto il mare fino a Palermo. Alla fine del Cinquecento il Papireto fu interrato e la zona paludosa che lo circondava bonificata, per prevenire il diffondersi della malaria e altre malattie. Il letto del fiume venne trasformato in orti, molto famosi per la qualità delle verdure e degli ortaggi che vi venivano coltivati.